Baciami ancora.

Lei ha tre anni, è esile, silenziosa e sorridente.
Lui ne ha tre e mezzo e, seduto sulla ringhierina dello scivolo di legno, la guarda negl’occhi e le dichiara il suo amore eterno.
Lei sorride e gli prende la mano.
Scivolano giù, sull’erba. Si siedono l’uno di fronte all’altro.
Il loro tenero chiacchiericcio accompagna il vento primaverile delle campagne.
Lei ha un bel visino, è sgamata e fa sempre merenda con le girelle.
Lui è biondo ed ha una sorella che raccoglie conchiglie.
Il sale rimane tra i capelli.
Lui parla un’altra lingua ma le disegna i cuoricini sulla sabbia e questo, per luglio e agosto, è più che sufficiente.
Lei ha cinque anni, fa la capobanda, ha una smodata passione per le barbie.
Lui di anni ne ha sei, ha la bicicletta più veloce del paese e due pezzetti di cielo al posto degl’occhi.
Lei confabula con le sue amiche e da dietro un cespuglio spunta lui, che la prende deciso per mano e dice a gran voce ” questa è la mia fidanzata”.
Lei lo guarda. Ride.
Lui le da una margheritina striminzita. Lei ricambia con un bacino schioccante sulla guancia.
Sopra la bicicletta, poi, c’era sempre una barbie.
Lei mette il grembiulino per la prima volta ed è più piccola di tutti.
Lui ha le scarpe lucide e gioca con le spade.
E mentre lei hai i capelli più lunghi di tutti, lui li porta corti e tagliati con la scodella.
Intenso. Burrascoso. Malricambiato. Troppo lungo.
Lei ha quindici anni e crede di capire il mondo. L’ideale e la verità sono comunque le carte vincenti.
Lui ha diciassette anni e la testa che pesa sulle spalle.
Lui la guardava spesso. Lei non era abbastanza emancipata.
Il Platonismo li mietette. Non senza sofferenze.
Lei si veste dei regali di Natale e non sa pattinare.
Lui è classico. Tradizionale.
Quel capodanno, bere, non fu necessario.
Lei balla.
Lui parla.
La musica è giusta.
La serata è strana e la proposta indecente.
Affinità benedetta persino dal turista solitario.
Lei ha diciotto anni. E’ sorridente, ha un bel visino, fa la capobanda, ha i capelli lunghi, sa che la verità è la carta vincente e non sa comunque pattinare.
Ha tanti gatti e disegna.
Lui non ha capito.
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