La cipolla stasera non l’ho usata.

E’ tutto pronto.
Quasi.
Ho fatto la spesa.
Brie, noci, spek.
Forza di volontà, sincerità, amicizia.
Prosciutto crudo, pomodorini secchi, parmigiano (grana padano).
Fiducia. Autostima. Fede (quella vera).
Salamini, salsiccine di cinghiale, crackers integrali.
Serenità. Voglia. Allegria.

Ho messo tutto in ordine.
Nelle buste della spesa i prodotti si erano un po’ mescolate.
Il brie si è spiaccicato su tutta la speranza e anche un po’ sulla serenità.
Mentre la sincerità si era spanta su i crackers.

Ma ho pulito tutto ed ho giocato ad essere la Benedetta Parodi.
Delicata e precisa.
Quasi un intervento a frigo aperto.

Ogni goccia di crema d’aceto balsamico di modena IGP pare un distillato denso delle mie malinconie, quelle dolci, quelle nostalgiche alle quali, un po’, ti c’abbandoni.
E macinando il sale rosa mi sembra di avvertire la mia stessa stizza di quando dico “no no” e invece è sì.
Le salsiccine di cinghiale sono buonissime e buffe, e boh… a volte mi sento un filetto in crosta, altre decisamente una salsiccina. di cinghiale.

Non ho mai cambiato ricetta.
Anche se a volte ho cambiato piatto o presentazione.
Il soffritto, l’ingrediente, il passato, un po’ d’acqua di cottura, i dadini di mozzarella e un po’ di parmigiano.

Ho apparecchiato a buffet.

Manca qualcosa?
Forse qualcuno.
Forse.

Ovviamente il dessert è alla frutta.

E non ho usato cipolla.
Non ce n’era bisogno

“A tavola…”

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