Canta Dior, canta per me…

Stasera mi sentivo ispirata, piena di idee e  con l’ansia del poco tempo per farle ora, bene e tutte.
Qualcosa è venuto come volevo.
Per il resto ho dovuto fare i conti con un cipiglio che mi ha corrugato la fronte.
E non so nemmeno perché.
Insomma devo aver qualcosa che mi pesi in qualche dove sull’anima…

Indagando sul cruccio che m’affligge il cuore ho disegnato, senza pensare, un travestito che, anche se non si vede, ha un lungo abito nero ricoperto di lustrini, porta i guanti lunghi e neri, qualche gioiello di sua nonna, niente bigiotteria, è uno a modo che le cose se le fa le fa per bene, e di fronte a sé ha uno di quei vecchi e voluminosi microfoni.
E’ su un palco di un famoso e fumoso locale.

Un sipario spalancato.
Un occhio di bue che gli scalda leggermente la pelle.
Un pianoforte a coda.
Un pianista.
“Con te dovrò combattere
non ti si può pigliare come sei…
I tuoi difetti son talmente tanti
che nemmeno tu li sai…”
Cazzo canta meglio di me.

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