Una Stella inciampa. Poi cade.

Ho messo addosso una maglia colorata.
E’ rossoarancio, credo.
Era della mia mamma, devo averla presa da uno degli scatoloni di “roba di quand’ero giovane e magra” che era nella mansarda dove ora vivo io.
Ho diecimila magliette, ma sono tutte degli stessi colori, più o meno.
Svariate sfumature di grigio, ancor più di blu, qualcosa beige o marrone e nero.
Bianco poco. Rosa fosforescente una.
Però questa aranciorossa ora che sono un po’ abbronzata non fa l’effetto malaticcio che risultò quando me ne appropriai, declassandola a “maglia per stare in casa”.
Ma non l’ho messa perché mi stesse bene fuori, l’ho indossata perché mi accendesse dentro.
Sono vestitopatica.
Ed ho una memoria antipatica che lascia appigli improbabili e precisi.
Un tessuto, un odore, un profumo, un sapore, una parola, una pronuncia, un pensiero.
E bum.
Mi è venuto in mente un sms pieno di sogni inespressi che scrissi, mi vergogno di scrivere quanti anni fa, ed è triste e buffo vedere che penso la stessa cosa, ad una distanza infinita, ma senza affetto.
Poi mi sono messa a pensare che domani è San Lorenzo (che sì non è vero che le stelle cadono solo il dieci agosto, anzi ne cadono di più la settimana dopo e poi non sono stelle eccetera eccetera…)
e che non sono mai andata alla spiaggiata a vedere queste famose stelle, ero sempre da un’altra parte e col cielo coperto. Quando qualche volta con gli amici andavamo nei campi a fare i filosofi e tutti si esaltavano per averne vista “una enormeeee” io stavo guardando sempre dalla parte opposta del cielo. E’ successo così tante volte che fino all’estate scorsa mi chiedevo se esistessero davvero queste “stelle” cadenti. Poi le vidi, ne vidi un casino, quasi a compensare gli anni di spiaggiate mancate. Mi prese tanto bene che ci scrissi un racconto in treno, a mano, che parlava di stelle cadute, farò prima a riscriverlo che a sbobinarlo.
Il desiderio espresso, sempre lo stesso.
Quindi complice la playlist di arpeggi malinconici di chitarristi romantici, un’aria di leggera tristezza ha riempito camera mia, dove sto piegando le magliette grigie e blu da mettere in valigia.
Per questo la maglia rossarancio, e vaffanculo la spiaggiata che mi resta tutta la sabbia nei capelli.

“speriamo che una stella ti caschi in testa, di punta.” c’era scritto nel messaggio.

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