A Anonimi

-Insomma sono andata alla riunione degli anonimi.
-Brava, hai fatto bene, com’è andata?
-Bene, non ho scritto nemmeno due righe questa settimana.
-Nemmeno per sms?
-No. Non concettuali.
-Accidenti, fai progressi.
-Però è successa una cosa.
-Raccontami.
-Stavo lì, col cuore pieno di significato, poco prima che toccasse a me…
e mentre cercavo di non scrivere nulla su quel benedetto foglio che tenevo in mano, è entrato lui.
Boom. Il significato del cuore nel mio petto si è perso tutto insieme per ritrovarsi un istante dopo, quando lui mi si è seduto un po’ per grazia, un po’ per caso, accanto.
Sapeva di dolce, di primavera, di buono.
“Tu perché sei qui” mi chiede, con una voce che pareva una forchetta tanto era posata.
“Il rasoio concettuale… sfoltisco parole.” rispondo. Lui capisce.
“Oh, un’aforista. Come sei bella” dice ed io mi faccio fragola, sorrido muta.
“Ti lascio un gelsomino, così puoi ritrovarmi. Ti prego, non ti scordar di me” dice e fugge via nel tempo di un battito di ciglia.

Il mio cuore si è fermato in un’istantanea infinita. In un sospeso di silenzio e fragore.
Rumore assordante di un pensiero.
Ma i pensieri non esistono, sono solo frutto della mente.

Poi era il mio turno.

-Non sei migliorata tanto eh…
-Eh no…
-Ma lui chi è?
-Un afiorista.

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