Ho perso.

Ho raccontato una storia che mi somiglia al vento che ti è passato tra i capelli.

Parlava di inciampi
Ho perso l’equilibrio.
Chissà dove l’ho messo.
Un livido.
Di qui non è passato.

Parlava di strade sbagliate.
Questo posto lo conosco.
Non so dove sia.
E finisco sempre qui.
Io mi perdo.
Sempre.

Se sei troppo lontano non ti vedo.
Se sei troppo vicino sfumi.
Ma gli occhiali?
Mi sa che li ho lasciati a casa, ti scoccia se ci facciamo un salto?
Le chiavi.

Perdo.
Tutto.

Facciamo un gioco.
Così non vale.
Hai vinto?
Ho perso?
Secondo me non valeva, poi sai come si dice…

Mi sono persa un passaggio.
Non ho capito e alla fine sono tornata a piedi.

L’unica cosa che non va persa è il tempo.
Me la sono scritta su un post-it.
Uno di quelli gialli.
Una massima che non perde colpi.

Si può toccare il cielo posando il dito in una pozza che riflette.
Che pozze sagge.

Ho perso il filo.
Ma non il senso.

L’hai preso il vento?

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