Luna piena

C’è luna piena.
I pescatori di pesci lasciano le barche ormeggiate al molo.
I pescatori di cuori affrontano il mare con ami sottili e esche di fiori.
Luci flebili di ideali di dongiovanni in acque nero peccato, inquiete come un segreto.
La di lei mano, delicata sulla penombra del viso ispido dell’uomo del mare.
La di lei bocca, schiusa sulle labbra del canta storie di reti e sirene.
La notte è zaffiro prezioso che lei porta al collo baciato tra fili di perle e promesse intessuti da colui che all’alba seguente rimarrà un marinaio.
E la giovane si addormenterà sul tuo petto di lupo di mare e passando le dita sul tuo marchio d’inchiostro leggerà “àncora” dove tu scrivesti “ancora”.
Arrossiranno le guance al soffiare candido della passione.
Arrossiranno i cirri mattutini al soffocare di un lamento già ricordo, già solitudine.
Lenzuola tiepide.
Vuote e increspate come le onde di riva alle prime ore di un giorno nuovo, che affronti solo, che è il solo modo che sai.
Dalla vertigine del faro guardo il mare.
Mia figlia vivrà in campagna, vedrà i fiori nascere dalla neve.
Avrà capelli biondi di sogni oro come i miei.
Ed occhi blu profondo oceano.
Come l’unica cosa che suo padre sa amare.

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