GUD compleanno

Un anno fa ero felice.
Sarà che ancora dovevo scontrarmi con la durezza della vita, sarà che ancora non avevo capito quanto dovessi lavorare per dare ricerca visiva a giugno, sarà che i palindromi mi fanno sempre sorridere.
Quest’anno sono la stessa incosciente ragazzina di sempre, con 365 notti in più sotto gli occhi sempre filosovietici.
Come ogni anno, colgo l’occasione del vintagismo che avanza, per fare il punto di questo progetto di vita.
È stato un anno TANTO.
ho studiato tanto
dormito tanto
pianto tanto
sperato tanto
sognato tanto
litigato tanto
nuotato tanto
parlato tanto
guadagnato mipiacerebbescriveretanto
capito tanto
sbattuto tanto
mangiato eccoquinonvorreiscriveretanto
riso tanto
amato tanto
messo tanto in ordine giurocheèvero.

Con qualche scottatura, qualche livido ma coi capelli più lunghi è più biondi, sono arrivata incolume (dove per incolume mi sento di dire che i jeans dell’anno scorso mi stanno ancora e pure un po’ larghi) a questo gud +23.

Ho finalmente capito che non si può tornare indietro nel tempo, sebbene McFly mi illuda ogni volta, e che quindi macerare nella viscosità moschicida di ciò-che-sarebbe-potuto-essere-se-solo è uno stato fantastico solo per la produzione di post colmi di like di cuori infranti solidali e ovviamente per la Ferrero.

La vita è adesso, yolo eccetera eccetera.

Quindi sto qui a diteggiare sul mio unico amore ammaccato e penso a cosa desidero per il mio compleanno.

E non voglio fare la ganza, perché se davvero potessi scegliere cosa avere in dono, ovvio che vorrei qualche milione di euro, mia nonna sul pezzo e la taglia che avevo prima di entrare all’ISIA.

Per il resto, non desidero nulla.

Ho solo una gran voglia di ringraziare chi mi vuole bene e chi è soggetto del mio bene (italiano maledetto).
E per prima voglio mettere tutte le mie amiche e potenziali tali, perché nell’amicizia non ho mai creduto molto ed ogni tanto, per una perfettina cagacazzo come me, essere smentita in positivo è meraviglioso.

Poi la mia splendida mamma, che adoro, e anche questo probabilmente mi rende quel tipo di giovane pigra mammona choosy cocchina, non posso fare a meno di ispirarmi a lei e confrontarmi coi suoi successi, con le sue scelte da eroina, da produzioni mastodontiche alla spesa del sabato al mercato.

Poi mio padre che dopo tanti contrasti, è rimasto una roccia, la mia roccia ed un ottimo compagno di gioco.

Vabbè la mia famiglia tutta, da pio&pia, lalle, bosino, la mia nonnina e canini.

Grazie. Per la sopportazione quotidiana. Vi sono grata ed ho compassione di voi.


Grazie per ogni momento cretino
per le telefonate nel cuore della notte
per i consigli
per i baci ricevuti
per quelli non dati
per ogni gesto gratuito
e per ogni ricompensa guadagnata
grazie per le colazioni e per le cene
per i drummini e per le mani strette
per le cotte improbabili
per i professori affascinanti
per gli incontri “casuali”
per i libri
per le facce smostrate
per i falsissimi “ti vedo in forma”
per il vedersi pochissimo
per il vedersi troppo
per il volersi bene lo stesso
e per tutto, tutto, tutto, tutto quello che c’è stato fino ad ora.

magari ho esagerato con l’ansia della morte, ma lo sapete, il disagio è una realtà quotidiana che nell’invecchiamento si acuisce.

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