clavicole livide

Lucida labbra su lucida rabbia.
Clavicole livide sporgono dal pallido involucro.
Mappa itinerata, ragnatela di vene.
Rifletto ed il riflesso d’odio si specchia nel mio cuore di vetro.
Le giunture dolgono di un sentiero lunghissimo.
Ho calpestato diamanti per essere in questo luogo, in questo quando.
Vischioso vermiglio, strascico stanco.
Fammi dormire, con le ginocchia strette sul mento
con le menzogne strette sul petto.
Mi accarezzi i capelli, mi sfiori il viso
sono pulita solo dove il trucco sbava.
Mastico il mio vetro solo per sentire ancora
se sono in grado di sentire.

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